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mirante, non avremo successo in futu- ro. L’ospite deve potersi spostare, ma con limitazioni e regole. Bisogna chiu- dere i passi. Non sarebbe utopia se si studiasse un collegamento ferroviario tra Corvara e Brunico. Tecnicamente, tutto è possibile.niente da fare, oggi sono libero e non ci sono per nessuno. Bisogna rimanere fedeli a se stessi.In quale direzione si sono spostate le aspettative degli ospiti?Negli anni Settanta, vacanza era sinoni- mo di “lasciarsi andare” e non pensare a niente. Più tardi, ha assunto il signi- ficato di “riempimento”. Ad esempio, i giapponesi tuttora si fermano per tre giorni e in questo breve lasso di tempo visitano le Dolomiti e ben quattro città italiane. Ora, ho la sensazione che le acque si siano calmate. Si può notare un maggiore interesse verso la cultura e l’architettura, nonché la volontà di concedersi un riposo consapevole ed esplorare le montagne. Anche gli “ha- bituè” a volte hanno bisogno di esse- re rieducati. L’ospite non è il re, ma a volte ha ragione. Non tutto deve essere come lo immaginiamo. A chi desidera percorrere il Passo Sella in auto o inmoto, gli spiego: Lei non fa per noi, mi dispiace. I nuovi ospiti sono più sensi- bili e aperti ai cambiamenti.È solo una questione di tempo e di sol- di. In più, troppo turismo è dannoso. Dobbiamo stare attenti a non trasfor- mare le nostre destinazioni in paesi turistici.Di fatto, però, Lei vive in una delle loca- lità montane con più pernottamenti... Infatti, non sono felice della situazione attuale a Corvara. Gli arrivi sono dav- vero troppi. Deve esserci un’interazio- ne ciclica tra persone del posto e turi- sti. Per compensare, quotidianamente vado a fare una passeggiata. Lunedì è il mio giorno di riposo. Una volta mi hanno chiamato perché George Clo- oney era venuto da noi. Ho risposto:Il mio sogno è che ogni ospite, al suo arrivo in hotel, venga accolto a braccia aperte, che abbia un sorriso stampato sul volto e che possa affermare: qui mi sento bene, qui mi fermerei per sem- pre. Immagino una sorta di naturale “palcoscenico della vita”.Se dovesse dare un consiglio a un altro albergatore, quale sarebbe?Il mio consiglio sarebbe questo: fai ciò che ti rende felice, senza secondi fini economici. Non bisogna farsi trasci- nare in impasse finanziarie, bensì ri- flettere se un investimento porti gioia o preoccupazioni. Inoltre, noi alberga- tori dovremmo provare a migliorare la nostra empatia.Qual è la Sua visione futura per La Perla?Gastwirt sein ist für mich fast schon eine Mission. essere un albergatore è per me quasi una missione.Michil CostaAutor | AutoreHannes IllmerFounder & Senior Partner illmer@tt-consulting.comUPGRADE 21


































































































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