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pRNegli ultimi anni, comunque, in Alto Adige c’è stata un’inversione di ten- denza con l’arrivo di tanti giovani albergatori, che hanno modificato l’approccio. Molti hanno seguito il loro esempio, poiché un target ben definito porta a maggiori profitti.Daria ZverevaValentinerhof (Seis am Schlern/Siusi allo Sciliar)Nella progettazione di un albergo, qua- li aspetti bisogna considerare dal punto di vista architettonico e turistico?Il problema principale è legato al tar- get. Abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con grandi catene e il cli- ente a cui era destinata l’offerta veniva definito già nel primo briefing. Quan- do siamo tornati in Alto Adige, abbia- mo notato che molti imprenditori del settore non riservavano sufficiente importanza a questa scelta. Tuttavia, si tratta di uno step fondamentale: ad esempio, non si può progettare un fa- mily hotel con la stessa piantina delle camere di un albergo destinato alle coppie. La definizione del target è il punto di partenza imprescindibile per un “racconto” vincente.Pensate sia necessario seguirli?A mio parere no. Se parliamo di al- berghi, ad esempio, le camere devono essere rinnovate ogni 15 anni e, per- tanto, non è sempre possibile seguire le tendenze in costante mutamento. In questo caso, infatti, bisogna ispirarsi alla filosofia dell’albergatore, perché è questa a rendere la struttura speciale e diversa dalle altre.Esiste, però, un trend che influenza notevolmente la nostra società: la so- stenibilità. Secondo Lei quanto è difficile progettare una struttura eco-friendly? Questo concept va molto di moda e ci sono sempre più strutture che si defi- niscono green. Personalmente, lo tro- vo appassionante, ma credo che abbia- mo ancora molta strada da fare. Infatti, non sappiamo come si comporteranno gli edifici sostenibili tra vent'anni. Sa- ranno ancora in perfetto stato? Avran- no la muffa a causa di una pulizia non accurata o la mancanza di aerazione? Ad ogni modo, quello del clima hotel è senza dubbio un approccio molto inte- ressante.Avete trovato un modo per comunicare questa filosofia, ad esempio attraverso l’interior design?Attualmente, stiamo ultimando un progetto in un parco naturale di 52 km2 sull’Alpi di Siusi, dove il governo già dal 2000 sta tentando, invano, di limitare l’accesso alle automobili. Nel- le ultime due decadi, in particolare, il numero delle strutture ricettive è au- mentato, così come il traffico. Tornando a noi, abbiamo progettato un piccolo clima hotel raggiungibile solo con una navetta fornita dall’alber- go. Sarà composto da diversi chalet, in cui saranno assenti Wi-Fi e TV. La sera, inoltre, mancherà l’illuminazione ar- tificiale e gli ospiti avranno a disposi- zione torcette USB. Ecco, credo che un approccio simile sia un chiaro esem- pio di architettura sostenibile.Autor | AutoreSono presenti trend nel vostro ambito?Junior Consultant daria@tt-consulting.comUPGRADE 47


































































































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